Introduzione Forum 535

Pistoia, 26 settembre 2017

Cari amici,

sdoganati dal card.Bassetti! E’ quanto viene da dire dopo la lettura della “prolusione” del Presidente della CEI al Consiglio permanente del 25 settembre: sembra quasi di sentire l’eco di quanto andiamo dicendoci e ripetendoci da tempo, qualcosa che ci fa riconoscere nella chiesa italiana, così come papa Francesco ci fa ritrovare a proprio agio nella chiesa universale.
Ecco allora qualche paragrafo di questa prolusione, non senza aver sottolineato il fatto che in apertura il cardinale fa cenno “ai religiosi: uomini e donne che, nella varietà dei loro carismi, ci restituiscono il primato dell’amicizia con il Signore, la profezia della fraternità e la fecondità delle opere”: quelli che in fondo dovrebbero farsi carico per primi del cambiamento d’epoca e dello spirito missionario, di cui egli ci parla.
Qualche altra annotazione porta a dire che in questa impresa andrebbero coinvolte le chiese locali: “Affinché questo impulso missionario sia sempre più intenso, generoso e fecondo, esorto anche ciascuna Chiesa particolare ad entrare in un deciso processo di discernimento, purificazione e riforma” (EG 30). Fino a dire che “il primato dell’annuncio del Vangelo fa archiviare progetti, non sbagliati, ma secondari rispetto a tale primato”. Guarda caso, sono le istanze che si riaffacciano nel numero di Koinonia di settembre, insieme alla sollecitazione di risposta all’appello di Papa Francesco “diretto ad ogni cristiano perché nessuno rinunci al proprio impegno di evangelizzazione”.
Nelle pagine centrali del numero sono infatti riportati i nn. 119-121 della Evangelii gaudium su cui siamo invitati a riflettere e a confrontarci in vista dell’incontro del 22 ottobre. Siamo al punto in cui le ricorrenti indicazioni che continuano a venire dall’alto o trovano una risposta convinta dal basso o sono destinate a lasciare il tempo che trovano, e magari provocare scomuniche da parte dei più papisti del papa! Quello che si richiede è di entrare in questo ordine di idee e muoversi in questa direzione senza agitare bandiere particolari, ma semplicemente ritrovandoci mobilitati per una comune passione. Non c’è solo da dare adesione a questa o quella causa, ma di essere pronti a partire: “E noi che cosa aspettiamo?”.
Compagni di viaggio lo si diventa strada facendo… e di questo voglio ringraziarvi tutti.

Alberto


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