Introduzione Forum 506

Pistoia, 12 gennaio 2017

Cari amici,

senza volerlo ho creato un po’ di allarmismo per quanti sono rimasti alla domanda che mi facevo, senza dare sufficiente peso al tentativo di risposta. Se ora posso dare qualche chiarimento, direi che il mio intento era quello di distogliere l’attenzione dal dito per puntare direttamente alla luna. C’era il desiderio di guardare la luna e di muoversi insieme alla sua luce nel nostro vivere quotidiano, senza altri riferimenti e strumenti aggiuntivi, forse non da eliminare ma senz’altro da relativizzare. Per la verità, una certa stanchezza affiorava nel fatto – per rimanere in metafora – che a volte si preferisce ignorare il dito per non guardare neanche la luna: è chiaro che qui siamo in quell’ambito istituzionale che ha una sua precisa logica, ma che non può essere mai totalizzante.
Mi permetto di tornare su questo discorso, perché devo dire che proprio questo “incidente di percorso” si è rivelato sorprendentemente positivo, in quanto ha provocato alcune reazioni scritte (oltre quelle manifestate a voce) che lasciano pensare e che dimostrano nel loro insieme come una comunicazione viva sia in atto, fatta di passione e di pura speranza, al di là di ogni altra plausibile motivazione. Rimanendo in questo spirito, ecco qualche parola di presentazione dei messaggi ricevuti.
Il primo e immediato è di Angela Alesa Bello, con noi fin dalla prima ora, che sottolinea la sintonia di quanto andiamo dicendoci con quanto ci viene ora ripetuto dall’alto dallo stesso Papa Francesco. Di qui lo stimolo e il compito di farsene banditori secondo l’insegnamento di Mt 10,27: “Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio voi annunciatelo dalle terrazze”.
Il secondo messaggio arriva da Laura Caffagnini, tra gli interlocutori di questi ultimi anni, che ci mette davanti ad un compito a cui non potersi sottrarre, in quanto Koinonia per lei “è una possibilità di dialogo e di gestazione di nuovi pensieri per una chiesa riformata”.
Un terzo inatteso messaggio arriva da Stefano Frilli, un amico con cui negli anni di mezzo abbiamo condiviso un cammino fianco a fianco e che dopo tanto tempo di materiale distanza si fa sentire per proiettarci in una prospettiva addirittura escatologica, in quel crinale in cui si gioca la nostra stessa esistenza quotidiana. Resto sorpreso e grato nel sapere che per questo amico “Koinonia è un respiro comune: per questo era nata, per poter condividere un cammino a braccetto con cui tanti amici fisicamente lontani, mentre condividevamo il nostro respiro intorno al tavolo dove costruivamo materialmente foglio dopo foglio il nostro messaggio ciclostilato”. Anche questo riferimento ad un lavoro comune intorno ad un tavolo fa pensare con gratitudine a quanti anche nel momento attuale si adoperano per materializzare questa piccola scialuppa di salvataggio che mensilmente lanciamo in mare aperto.
Da ultimo – ma non ultimo! – ecco il generoso contributo di Raniero La Valle, che ci riporta nel vivo della situazione e della problematica attuale in cui ci muoviamo più liberamente grazie all’azione promotrice di papa Francesco. Le sue osservazioni sono opportune e preziose, e sono di suo materia di approfondimento, indipendentemente da ulteriori risposte. I vari punti potranno essere ripresi in seguito, ma per il momento vorrei cogliere il fatto che grazie alla sua personalità, alla sua storia, al suo impegno e al suo aiuto, Raniero La Valle ci fa ritrovare inseriti, come testimone unico, nelle vicende e nella storia che ci accomuna dal Concilio in poi. Ma soprattutto, come capofila, infonde l’entusiasmo necessario per proiettarsi nel rilancio in atto del vangelo nel mondo. A titolo di ipotesi, infatti, la novità dei nostri tempi non è più soltanto una chiesa che ridiventi capace di predicare il vangelo, ma quella di una chiesa che nasca dalla predicazione stessa del vangelo. Domanda: a parte la convinzione personale, ha un senso condivisibile e praticabile tutto questo?
Rimanendo in questa ottica, e in attesa di poter offrire altro materiale di preparazione per l’incontro di domenica 22, un ricordo particolare va ora all’amico Christian Albini, la cui morte ci ha fatti ritrovare uniti a diverse latitudini nel dolore e nella speranza. Perché egli continui ad essere presente e a parlare in mezzo a noi, ecco per ora un suo articolo da Koinonia 1/2011, che ci può introdurre alla Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, impostata quest’anno sul tema “L'amore di Cristo ci spinge verso la riconciliazione”, a partire da 2 Corinzi 5, 14-20, un testo che ci illumina sul mistero della morte.
Per chiudere, sempre da 2Cor 4,8-11 abbiamo le parole che traducono pensieri e sentimenti in cui ritrovarci e sentirci uniti: “In tutto, infatti, siamo tribolati, ma non schiacciati; siamo sconvolti, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; colpiti, ma non uccisi, portando sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo. Sempre infatti, noi che siamo vivi, veniamo consegnati alla morte a causa di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nella nostra carne mortale. Cosicché in noi agisce la morte, in voi la vita”.
E’ un bel mistero, ma è il mistero della nostra vita, in solidarietà di preghiera e di impegno.

Alberto


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