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Il disegno di Renato Scianò lascia intuire il senso che attraversa le pagine di questo numero, e cioè l'istanza e l'urgenza di “voltare pagina…”, se non vogliamo che il Concilio Vaticano II si volatilizzi come un sogno o rimanga semplicemente tale. Se pensiamo agli anni '50 del secolo scorso – quelli del secondo dopoguerra - ci rendiamo conto che una chiesa fortezza nel segno dell'onnipotenza era sì un mondo, ma ormai fuori del mondo. Un Concilio c'è stato per riportarla nel mondo, senza più essere un mondo a sé. Sembra però che il Vaticano II sia oggi come un vaso di creta tra vasi di ferro, ma se va in frantumi come lettera o struttura dottrinale, rimane vivo e necessario come impulso dello Spirito e spinta interiore! Non basta cioè aver creato un’”altra chiesa” nelle forme esteriori, ma rimane la necessità di una “chiesa altra” nella sostanza.
Chiediamoci: abbiamo davvero una chiesa del Vaticano II o siamo sempre dentro l’impianto tridentino, per quanto variato? Per la verità, questo interrogativo nasce proprio dalla visione d’insieme di come stanno andando le cose quanto al destino del Concilio, che di fatto sembra al capolinea della sua prima fase di vita: più che portarci ad una chiesa di comunione Popolo di Dio, si è rivelato per ora funzionale al consolidamento di una chiesa clericale e di cristianità che avrebbe voluto soppiantare. Ecco perché la necessità di voltare pagina e ritrovare il filo conduttore del Vaticano II, per dare continuità alla sua ispirazione di fondo. Nessuno può negare che ci troviamo in una situazione ibrida, in cui elementi del Concilio appaiono accessori e decorativi di una struttura di chiesa tridentina o di cristianità.
È chiaro che anche Koinonia, nel suo piccolo, deve voltare pagina come libero servizio di una “Chiesa dei Gentili” in diaspora: essa non è installata in un sistema precostituito, ma non è neanche allineata su posizioni alternative arrivate anch'esse ad esaurimento. Cerca semplicemente di favorire, dentro le situazioni, il discernimento necessario per arrivare a quella maturazione di fede, che faccia condividere la sollecitudine per tutte le chiese e soffrire insieme per il vangelo!



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