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Ricordare P.Paolo Andreotti e P.Dalmazio Mongillo nel loro anniversario di morte, non è solo un tributo di grata memoria nei loro confronti, né motivo per farsi grandi alla loro ombra. È per continuare a condividere il dono del loro carisma di fraternità in Cristo e di missione nella linea di san Domenico: al di là di contingenze di luoghi e di tempi, essi sono infatti parte viva di Koinonia nel suo originario intento di puro e semplice servizio del vangelo, senza garanzie istituzionali e di mezzi e senza precisi programmi da realizzare, se non quello di riuscire a credere al vangelo insieme con chiunque altro.
Proprio in questo essi ci sono stati di esempio e di sostegno: nella piena dedizione e passione per il vangelo, senza vantare altri meriti che peraltro non sono mancati sia sul piano accademico che pastorale. Ma ciò che per loro contava era la disponibilità e il servizio incondizionato per i fratelli a tutti i livelli. Può valere per loro quanto si dice di san Domenico che profuse sapienza gratuitamente in quanto predicatore di grazia! E se P. Dalmazio è stato per tutti il “teologo della grazia”, P. Paolo è stato un diffusore di grazia. Quel poco che viene detto di loro e da loro in queste pagine è solo un richiamo a tutto questo, a cui ci riportano come a motivo di impegno e di speranza: il vangelo premio a se stesso!
Quello che viene da dire scorrendo questo numero di ripresa dopo la sosta del coronavirus è che ricorrono tanti altri nomi,a ricordarci che Koinonia è prima di tutto una rete di relazioni interpersonali, all’unico scopo di vivere “secondo la verità nella carità” (Ef 4,15). Coniugare verità e carità, predicazione e compassione, contemplazione e azione, "fede e ragione": è il carisma ecclesiale di Domenico che P.Paolo e P. Dalmazio ci hanno trasmesso e che vogliamo tentare ancora di ravvivare e di vivere per il prossimo Giubileo del 2021, ottavo centenario della morte del Padre dei Predicatori.


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